Ai sensi del DPR 642/72, le fatture che non riguardino il pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad IVA, scontano l’imposta di bollo nella misura di 2 euro salvo che la somma non superi 77,47 euro. Spetta al contribuente valorizzare il campo “Bollo virtuale” nel file XML da trasmettere via SdI per adempiere agli obblighi di cui all’art. 6 del DM 17.6.2014.
Ai fini dell’assolvimento del tributo, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione, nel portale “Fatture e Corrispettivi”, il c.d. “Elenco B” contenente le e-fatture che non recano l’indicazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo, per le quali, tuttavia, l’imposta risulterebbe dovuta. L’Agenzia vi include le fatture, prive dell’indicazione del bollo, contenenti operazioni di importo superiore a 77,47 euro contraddistinte dai codici N2.1, N2.2, N3.5, N3.6, N4.
Ai rimborsi in fattura di spese anticipate in nome e per conto del cliente, escluse da IVA ex art. 15 co. 1 n. 3 del DPR 633/72, è attribuito il codice N1, per il quale non è previsto l’addebito “automatico” dell’imposta di bollo in caso di importi superiori a 77,47 euro.
In linea generale dette spese dovrebbero essere soggette a bollo in forza di quanto stabilito dall’ art. 13 Tariffa, parte I allegata al DPR 642/72, salvo che il riaddebito non riguardi tributi dovuti dalla controparte (quali imposte, tasse, ecc.) per effetto dell’esclusione che discende dall’art. 5 tabella B allegata al DPR 642/72 (risposta ad interpello 491/2021).

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